Nuove tecnologie nella produzione di carburanti per migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani

Nuove tecnologie nella produzione di carburanti per migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani

 I nuovi carburanti Eni per migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani

Il workshop “Qualità dell’aria nei centri urbani, nuovi carburanti, azioni possibili” organizzato da Eni, in collaborazione con Rie-Ricerche Industriali ed energetiche e con il patrocinio del Comune di Milano, ha evidenziato come la Valle Padana sia stata, nel 2015, una delle zone europee più critiche per il superamento dei limiti di particolato, ozono e NOx. Prendendo in esame la situazione della qualità dell’aria della città di Milano e del suo hinterland, lo studio ha individuato come causa principale del fenomeno il peso del traffico veicolare e in particolare quello spinto da motorizzazione diesel.

Mentre la risposta dell’industria automobilistica punta su motorizzazioni ibride più efficienti, il mondo della raffinazione si sta concentrando su combustibili riformulati e a minore impatto ambientale. La sinergia tra questi due grandi settori, lo sviluppo della metanizzazione per riscaldamento e la riduzione del rapporto carbonio/idrogeno nei combustibili, porteranno in futuro grandi benefici in termini di riduzione di emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Il workshop ha evidenziato che il raggiungimento di obiettivi sostanziali di riduzione dei principali agenti inquinanti deve passare attraverso l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto. Come ‘case study’ Eni ha portato il proprio esempio di riconversione di raffinerie tradizionali in bioraffinerie. L’impianto di Venezia è già operativo mentre il cantiere di riconversione di quello di Gela è attivo dall’Aprile scorso.

A Venezia Eni ha realizzato, con un brevetto tutto italiano, il primo esempio al mondo di conversione di una raffineria petrolifera in una bioraffineria, che consente di trasformare oli vegetali in un prodotto completamente idrocarburico, superando i problemi qualitativi del biodiesel tradizionale.

Questa riconversione ha consentito lo sviluppo e la commercializzazione, dal gennaio scorso, del nuovo Eni Diesel+, il carburante che ha il maggiore contenuto di componente biologica e rinnovabile (15%) e il cui utilizzo ha evidenziato una notevole riduzione delle emissioni.

Il nuovo biocarburante è prodotto grazie alla tecnologia Ecofining™, sviluppata dal 2006 nei laboratori di San Donato Milanese, in collaborazione con Honeywell UOP. Eni Diesel+ è in grado di fornire un contributo immediato alla riduzione delle emissioni sull’intero parco veicolare a gasolio: è stato calcolato che se in Italia tutte le auto diesel utilizzassero Eni Diesel+ le emissioni di anidride carbonica si ridurrebbero di 2,7 milioni di tonnellate, circa il 5% del totale, e ciò equivarrebbe ad azzerare le emissioni di tutte le auto circolanti a Milano e Torino.

La ricerca Eni ha messo a punto anche una formulazione del restante quantitativo fossile del carburante, che è in grado di ridurre sensibilmente la componente aromatica responsabile della formazione di particolato e dei poliaromatici e con un elevato numero di cetano, in grado di incrementare l’efficienza di combustione del motore con conseguente riduzione di emissioni di idrocarburi incombusti, di ossido di carbonio e dunque minori consumi.

Al convegno sono intervenuti il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti; il sindaco di Milano Giuseppe Sala; Alberto Clò, coordinatore scientifico del Rie; Stefano Cernuschi del Politecnico di Milano; Enrico Pisino, Fiat Chrysler Automobiles; Giuseppe Ricci e Giacomo Rispoli di Eni.

“La pianura Padana è un’area altamente urbanizzata e con una concentrazione di traffico significativa”, ha osservato durante il convegno  Giuseppe Ricci, direttore Refining &Marketing di Eni, “qui le conseguenze del traffico, incluso l’inquinamento, proprio per le sue caratteristiche atmosferiche particolari, si aggravano. Per cui sono necessari interventi specifici per questa area che però valgono anche per il resto del territorio nazionale”. Ricci ha poi spiegato come si debba procedere verso un mix di soluzioni. Eni si sta muovendo su diversi fronti, coerentemente con la sua strategia di decarbonizzazione, con lo sviluppo delle rinnovabili, con nuovi prodotti tipo il Diesel+, con la promozione del gas come fonte fossile a minor impatto ambientale. “Il tema dell’inquinamento in Valle Padana è strettamente legato al processo di decarbonizzazione di riduzione dell’impatto ambientale” – ha proseguito Ricci – . “Il ruolo che può giocare Eni in questo campo, coerentemente con la strategia generale, è quello di agire con questi nuovi prodotti come il Diesel+, che ha una componente energetica maggiore e un impatto emissivo molto minore, sia in termini di inquinanti tradizionali, sia in termini anche di emissione di Co2″. Altro settore su cui Eni punta e la smart mobility, con il progetto Enjoy, che è partito proprio da Milano e si sta diffondendo in tutto il territorio nazionale. “Terzo elemento – aggiunge infine Ricci – può essere il trasporto pesante utilizzando il gas metano liquefatto come carburante. Questo significa l’uso del metano, un composto energeticamente sostenibile ma a minore impatto emissivo, sia in termini di particolato che in termini di emissione di gas serra, che può essere un’ottima soluzione per alleggerire il contributo del traffico pesante sulle principali direttrici di trasporto”.


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